La Mastoplastica additiva è l’intervento chirurgico che determina un aumento del volume del seno mediante impianto di protesi. 

L’intervento di Mastoplastica additiva usualmente viene svolto in regime di Day Hospital in anestesia locale con sedazione, pertanto la paziente può rientrare a casa il giorno stesso. 

È un intervento ormai diventato abbastanza frequente nella nostra pratica e che ha un tempo di esecuzione relativamente breve. L’intervento di Mastoplastica Additiva infatti dura circa un’ora e subito dopo la paziente sarà già vigile e sveglia. 

Un punto fondamentale per chi vuole sottoporsi all’intervento di mastoplastica additiva è la prima visita. Quest’ultima serve per capire le condizioni di partenza della paziente e quello che vorrebbe ottenere. 

Durante il colloquio si prenderanno le misure del seno originario, si evidenzieranno nel caso ci fossero relative asimmetrie sia di altezza dei due seni o di volume che dovranno essere prese in considerazione e infine si faranno delle simulazioni mediante protesi di prova, tutto questo in maniera tale che la paziente possa rendersi realmente conto del volume che potrà raggiungere. Inoltre si presterà attenzione ai modelli di protesi, alla loro forma che potrà essere anatomia (a goccia ) o rotonda (per chi volesse avere più un effetto push up). 

La tecnica verrà studiata in base al seno di partenza, in base al suo volume originario, e alla quantità di ghiandola e di tessuto adiposo originario. 

Sostanzialmente possiamo distinguere due piani di impianto protesico: 

  • la prima sottoghiandolare, rivolta a chi ha già una ghiandola mammaria sviluppata e non vuole aumentare eccessivamente il suo seno; 
  • la seconda sottomuscolare ( o dual plane) per chi invece ha uno scarso volume iniziale e vorrebbe ottenere un volume importante. 

Il tutto deve essere studiato e valutato per avere il più’ possibile una mastoplastica additiva naturale. 

I costi della mastoplastica additiva come si può ben capire dipendono pertanto da diversi fattori e cioè dalla tipologia di protesi e dalla tipologia di intervento. Possiamo orientativamente stabilire un range che varia dai 5500 euro ai 6500 euro. 

I risultati saranno definitivi e duraturi. Ormai le protesi di ultima generazione sono garantite a vita pertanto non necessitano di sostituzione.  

A chi è rivolto l’intervento?

L’intervento di mastoplastica additiva è rivolto principalmente alle giovani donne che avendo un seno piccolo desiderano raggiungere un volume adeguato in base alla propria costituzione. Ma è altresì indicato anche nelle donne che hanno avuto una o più gravidanze e che dopo si sono trovate un seno svuotato rispetto a quello di partenza. 

Ricordiamo inoltre che la mastoplastica additiva serve principalmente ad aumentare il seno, ma serve anche nei casi in cui ci siano asimmetrie importanti da regolarizzare, perciò’ un seno più’ grande dell’altro o dei seni che hanno altezze diverse.

 

Tipologie di protesi per gli interventi di aumento del seno

Per l’intervento di Mastoplastica additiva l’uso delle protesi è di fondamentale importanza per riuscire ad ottenere un risultato definitivo e duraturo. 
Le protesi di ultima generazione possono avere le seguenti forme:

  • Protesi Rotonde
  • Protesi Anatomiche, dette anche a goccia
  • Protesi Ergonomiche che si adattano in base alla posizione del corpo (sdraiati o in piedi) .


Oltre a queste tre principali caratteristiche le protesi di ciascun tipo sopra menzionato possono avere proiezione differente, base e altezza differenti in maniera da poter adattarle al meglio in base alla conformazione del torace della paziente.

  • Protesi rotonde a basso profilo: utili in caso di modesto aumento e protesi (cedimento) dovuto a dimagrimento, gravidanze, allattamento. È richiesto per sentirsi più in ordine ma è piuttosto raro.
  • Protesi rotonde ad alto profilo: riempiono molto la parte superiore del seno con effetto arrogante, un pò “finto”. Molto richiesto dalle ragazze tra i 16 e i 22 anni e dalle over 40 in carriera
  • A goccia – proiezione media: effetto naturale di chi vuole sedurre con classe. Lo scelgono avvocatesse, giornaliste televisive, donne manager del nord.
  • A goccia – alta proiezione: ideale in caso di seno molto rilasciato, regala un effetto morbido, mediterraneo e molto sexy, in più non presenta la cicatrice della mastopessi. È molto richiesto dalle donne del sud.
  • A goccia – altissima proiezione: indicato per chi è molto alta, ha pochissimo seno, l’attaccatura bassa o per chi vuole sfoggiare un seno “da paura”. Va saputo portare ed è per molte…ma non per tutte!


La forma delle protesi e cioè la scelta tra le protesi rotonde, anatomiche o ergonomiche è un fatto puramente estetico che sicuramente il Chirurgo vi consiglierà in base alla forma di partenza del vostro seno. 

In linea di massima, una mastoplastica additiva con protesi rotonde viene eseguita quando si vuole ottenere un effetto push up, principalmente per riempire i poli superiori del seno. Mentre la mastoplastica additiva con protesi anatomiche è per quando si vuole ottenere un effetto assolutamente naturale perciò più piatto nella parte superiore e che va ad aumentare nei quadranti inferiori. Pertanto la mastoplastica additiva con protesi a goccia avrà un effetto super naturale. Mentre le protesi ergonomiche le possiamo catalogare come una via di mezzo tra un effetto rotondo e quello a goccia. 

Ovviamente il chirurgo che ha un alto senso estetico potrà facilmente consigliarvi quale tra queste è più adatta al vostro corpo. 

Le protesi ormai sono altamente sicure e sono garantite a vita, pertanto vanno inserite una sola volta senza doverle sostituire in futuro. 

Come scegliere la giusta dimensione della protesi mammaria

Il volume della protesi per ottenere una taglia desiderata ovviamente andrà discusso in seduta di prima visita. 

Quando si esegue una visita per mastoplastica additiva si devono tenere presenti alcuni aspetti legati alla costituzione della paziente. Pertanto è di fondamentale importanza valutare l’altezza, la circonferenza del torace la distanza che intercorre tra il giugolo e il capezzolo, l’altezza del solco sottomammario, il diametro e la lunghezza longitudinale della ghiandola mammaria e lo spessore cutaneo. 

Tutti questi parametri sono fondamentali per la scelta di una adeguata protesi e per l’ottenimento di un risultato naturale. 

La richiesta di una mastoplastica additiva taglia 3, è per esperienza personale, la tipologia di intervento più richiesto, la taglia 3 è quel volume che più si abbina alla stragrande maggioranza delle pazienti senza eccedere nelle dimensioni. Talvolta però è anche consigliabile raggiungere taglie più importanti, se siamo di fronte ad una donna con una costituzione più robusta, o molto alta con spalle larghe, la mastoplastica additiva taglia 4 è la seconda scelta più’ comune. 

La dimensione di una mastoplastica additiva e la taglia deve essere scelta non solo per i parametri tecnici da tenere in considerazione ma anche da un elevato fattore estetico che il chirurgo saprà scegliere insieme a voi. 

Risultati della mastoplastica additiva a Cagliari
Risultati della mastoplastica additiva
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Le principali tecniche di intervento per la mastoplastica additiva

Possiamo semplificare dicendo che le tecniche per la esecuzione di una mastoplastica additiva sono due: 

  • Sottoghiandolare o sopramuscolare; 
  • Sottomuscolare.

Ci sono molti colleghi che per motivi di marketing definiscono innumerevoli tecniche smart mastoplastica, mini mastoplastica, mastoplastica soft, ma in realtà sono tutte terminologie per dire la stessa e medesima cosa: un aumento del seno. 

La protesi di fatto può’ essere impiantata esclusivamente su 3 livelli differenti e prende i seguenti nomi:

  • Mastoplastica additiva Sottoghiandolare;
  • Mastoplastica additiva Sottomuscolare completa;
  • Dual plane cioè metà protesi (porzione superiore) sotto il muscolo e metà protesi (porzione inferiore) sottoghiandola.


La scelta di una delle due protesi spetta allo specialista che tecnicamente valuterà la migliore opzione in base alle condizioni di partenza della paziente e in base alle sue richieste.

La mastoplastica additiva dual plane non è nient’altro che l’impianto protesico sottomuscolo nella sua porzione superiore e sottoghiandola nella sua porzione inferiore. 

Mastoplastica additiva con tecnica dual plane significa che la protesi viene coperta da due piani differenti, come il termine stesso ci dice, due piani. Questo perché la porzione superiore della protesi sarà coperta dal muscolo grande pettorale e la porzione inferiore sarà coperta dalla ghiandola mammaria. 

Sicuramente la protesi dual plane ha numerosi vantaggi ed è la tecnica più utilizzata poiché possiamo impiantare protesi di volumi importanti preservando un effetto naturalissimo. 

Quando scegliere una mastoplastica sottoghiandolare e quando una sottomuscolare o dual plane. 

Io faccio sempre questo esempio: il seno per risultare più naturale possibile e cioè affinché la protesi non si veda deve essere più coperta possibile. Pertanto se noi abbiamo una condizione di partenza di una prima taglia e la paziente mi chiede una quarta, sarà intuitivo che se mettessi la protesi sottoghiandola risulterebbe abbastanza visibile e innaturale (poiché scarsa di tessuto ghiandolare in partenza). Mentre se per esempio abbiamo una condizione di seconda taglia e mi si chiede una terza taglia come risultato finale, avremo le condizioni ideali per impiantare una protesi di piccole dimensioni sotto la ghiandola.

Nel caso di protesi sottoghiandolare i pro e i contro sono che, sicuramente una protesi sottoghiandolare segue l’evoluzione e l’andamento dell invecchiamento della ghiandola mammaria, poiché viene posizionata nel suo piano naturale, mentre una sottomuscolo sarà più “bloccata dal muscolo” che la manterrà ferma nella posizione. Di contro abbiamo che se c’è una elevata perdita di peso, che riduce lo spessore sottocutaneo, il bordo principalmente nel quadrante supero mediale potrebbe essere più evidente e perciò perdere un po’ di naturalezza. 

Un’altra tecnica è la mastoplastica con grasso autologo. In questo intervento non si usano protesi, ma viene utilizzato il grasso della stessa paziente che viene prelevato da altre parti del corpo ed innestato sul seno. Questa tecnica ha però una forte limitazione. In primis il fatto di dover avere a disposizione abbastanza grasso da poter reperire in altre sedi, e la seconda limitazione è dovuta al riassorbimento che è statisticamente del 60-70% del grasso innestato. Pertanto si potrà e aumentare di mezza, massimo una taglia la dimensione del seno. 

Dopo l’intervento di mastoplastica additiva l’allattamento è possibile poiché la ghiandola mammaria viene preservata. 


Incisioni: le tipologie di incisione possibili

Le incisioni, e cioè le vie di inserimento delle protesi sono sostanzialmente 3:

  • Solco sottomammario;
  • Periareolare;
  • Ascellare.

Le tre vie di accesso vengono discusse in seduta di visita in relazione alla conformazione del seno di partenza, e alla scelta delle protesi. 

La via sottomammaria solitamente viene consigliata quando la paziente presenta un solco ben accentuato e questo farà si che la cicatrice cada bene sul solco senza essere visibile. Attraverso questa via è possibile impiantare protesi di tutti i tipi e dimensioni. Questa sicuramente rappresenta la scelta migliore per la gestione della tasca protesica senza lesione della ghiandola mammaria poiché non bisogna attraversarla. Io personalmente la prediligo nelle giovani donne anche in relazione ad un possibile allattamento che non verrà minimamente compromesso.

La via periareolare è un’altra valida alternativa a quella sottomammaria, sia quando siamo presenti davanti ad un seno poco sviluppato che non abbia solco o quando quest’ultimo è poco evidente, poiché la cicatrice a livello areolare sarà camuffata dalla variazione del colore tra pelle e areola. Questa via però potrebbe avere un minimo rischio di difficoltà nell’allattamento, poiché per la creazione della tasca proteica bisognerà inevitabilmente attraversare ed incidere la ghiandola. La prediligo quindi nelle donne che hanno già avuto gravidanze e che non hanno intenzioni di averne altre. 

L’ultima via quella ascellare è sicuramente quella meno utilizzata. Perché anche se è vero che la cicatrice cadrà a livello della piega ascellare, tramite questa via abbiamo delle limitazioni sulla scelta della protesi, e cioè non si potranno utilizzare protesi anatomiche (per il rischio di rotazione durante il passaggio del tunnel ascellare mammario) e protesi di grosse dimensioni. Pertanto questa via la prediligo nei casi di scelta proteica rotonda e di piccole dimensioni.

mastoplastica additiva Olbia: prima e dopo
mastoplastica additiva bolzano

Mastoplastica additiva: gli step dell’intervento

Gli step dell’intervento saranno i seguenti:

  1. Prima visita 
  2. Visita pre-operatoria
  3. Intervento 
  4. Controlli

    Durante la prima visita si conoscerà la paziente, si valuteranno le sue richieste e le sue aspettative, si prenderà visione del seno di partenza e si daranno dei consigli sull’eventuale taglia da raggiungere e la forma delle protesi ( rotonde o anatomiche ) mediante delle prove con delle protesi di prova per rendersi conto del volume da raggiungere. 

    Nella visita pre-operatoria, quando la paziente è sicura di voler effettuare l’intervento si prescrivono gli esami del sangue necessari, l’elettrocardiogramma e un ecografia mammaria, per scongiurare qualsiasi tipo di problematica. Inoltre si prenderanno in considerazione, in base alle richieste in precedenza prese in esame, le misure effettive del seno, i parametri esatti e la scelta o il range di misura delle protesi che andranno ordinate. La mia politica nella scelta della protesi è quella di non fissare un volume esatto di protesi, ma ovviamente in base al volume scelto di avere un range di taglia (orientativamente un quarto in più’ o un quarto in meno) da poter gestire durante l’intervento. Perché un conto è vedere la protesi di prova allo specchio durante la simulazione e un conto è invece l’impianto della protesi all’interno della tasca. 

    Facendo un esempio, se la paziente durante le prove in visita sceglie una protesi da 320cc, io le consiglio di stare sul range dai 280 ai 360 cc, poiché l’effetto che all’interno della tasca proteica può cambiare e pertanto una 300cc potrebbe risultare piccola o un po’ grandina.

    Infine il giorno dell’intervento sarà’ il completamento di un percorso già maturato dal punto di vista psicologico per il raggiungimento del risultato sperato. L’intervento in sé ha una durata di circa 60 minuti e viene eseguito nella stragrande maggioranza dei casi in regime di Day Hospital con anestesia locale e sedazione. A fine intervento verrà applicata una fasciatura elasto-compressiva che manterrà immobili le protesi appena impiantate. La paziente avrà un recupero veloce e in giornata potrà rientrare presso la propria abitazione .

    Successivamente ci saranno i controlli da effettuare che solitamente hanno le seguenti cadenza: il giorno dopo, ad una settimana e a 15 giorni. 

    • Il primo controllo serve per constatare la riuscita dell’intervento senza possibili complicanze acute e cioè il rischio principale di sanguinamenti, nel caso in cui la paziente avesse i drenaggi, questi verranno tolti.
    • Nel secondo controllo ci sarà la completa sfasciatura delle bende applicate subito dopo l’intervento, e rimarranno solamente dei cerotti a livello dell’incisione.
    • Nel terzo controllo si rimuoveranno anche gli ultimi cerotti rimanenti.

    Poi verranno fatti controlli ad un mese, a tre mesi e a sei mesi solamente per verificare l’andamento e l’evoluzione del risultato, che ricordo si comincerà ad apprezzare ad un mese dall’intervento.

    Quali sono i rischi della mastoplastica additiva?

    Possiamo distinguere come in tutti gli interventi dei rischi:

    1. Rischi generici
    2. Rischi specifici

    Per rischi generici intendiamo un rischio anestesiologico, perciò legato alla somministrazione dei farmaci e alle possibili reazioni avverse di quest’ultimi. Reazioni che saranno ben valutate già nella prima visita mediante l’esame anamnestico, inoltre dopo il risultato degli esami e dalla visita anestesiologia fatta dall’anestesista questi rischi si ridurranno praticamente allo zero per cento. 

    Oltre al rischio anestesiologico abbiamo il rischio di:

    – infezione

    – emorragia

    – sieroma

    L’infezione è un rischio di tutti gli interventi come il sanguinolento o i sieromi (cioè raccolte di liquidi). I rischi saranno ridotti al minimo sia durante l’intervento se viene eseguito in ambiente sterile in una sala operatoria qualificata, e se l’intervento viene eseguito con il massimo scrupolo. Oltre a questo ci deve essere anche grande collaborazione da parte della paziente per prendere alla lettera tutte le indicazioni fornite dal chirurgo nella fare post operatoria, e cioè da prendere i farmaci prescritti alle abitudini e stile di vita delle prime settimane. 

    Mentre i rischi specifici dell’intervento di mastoplastica additiva sono essenzialmente legati alle protesi. Sappiamo tutti che le protesi di ultima generazione ormai sono sicure per la salute del paziente perché a differenza di quelle di vecchia generazione non danno problemi sistemici. 

    Le principali protesi utilizzate sono costituite da gel in silicone coesivo, e questo vuol dire che anche se si dovessero rompere non c’è fuoriuscita di liquido (a differenza di quelle vecchie). Le complicanze che possiamo statisticamente evidenziare sotto il 2% per cento sono essenzialmente due:

    1. Rottura protesica (spontanea o traumatica)
    2. Contrattura protesica (definita anche erroneamente rigetto)

    La prima può essere spontanea o dovuta ad un trauma importante. In ogni caso la rottura nella stragrande maggioranza dei casi è asintomatica. Molto spesso infatti ci si accorge di ciò facendo un normale controllo ecografico. In alcuni casi invece ci può essere un moderato o lieve gonfiore con possibile dolore locale. 

    Per scongiurare e diagnosticare la rottura l’esame strumentale più sensibile è la Risonanza magnetica. Nel caso di comprovata rottura il chirurgo provvederà alla sostituzione. Le protesi vengono garantite a vita e io personalmente eseguo la sostituzione in garanzia per le pazienti da me operate.

    La contrattura protesiva invece è una complicanza che si viene a verificare quando il sistema immunitario è troppo aggressivo nei confronti delle protesi, e questo fa sì che crei una capsula in taluni casi anche molto spessa che tende a far diventare il seno duro, e solo in casi estremi può portare anche a dislocazione protesica. Ci sono 4 gradi  di contrattura protesica, ma sia nel primo che nel secondo la sintomatologia è quasi nulla, mentre dal terzo la paziente percepisce la sensazione di indurimento con possibile dislocazione. Pertanto in questi ultimi casi la protesi verrà sostituita in garanzia. 

    I tempi di recupero dell’operazione

    Dopo l’intervento di mastoplastica additiva tempi di recupero sono di circa due settimane. 

    Si potranno riprendere sin dal giorno dopo le normali attività casalinghe stando però attenti a non fare sforzi e a muovere lentamente le braccia, soprattutto è vietato alzare le braccia al di sopra delle spalle. 

    Dopo 10 giorni si potranno gradualmente riprendere i movimenti delle braccia sopra le spalle. Nelle prime due settimane bisognerà mantenere un reggiseno elastocompressivo giorno e notte e successivamente per altri 15 giorni solamente la notte. Si dovranno evitare per i primi tre mesi reggiseni con ferretti o push up, ma utilizzare dei reggiseni comodi ed elastici. L’attività fisica e sportiva potrà essere ripresa per la parte delle gambe a 15 giorni dall’intervento mentre per le braccia non prima di un mese, ovviamente dopo valutazione e approvazione del Chirurgo. 

    Nella mastoplastica additiva sottomuscolare tempi di recupero sono leggermente superiori ai tempi di recupero di una mastoplastica additiva sottoghiandolare. Anche il dolore generalmente è modesto ed è facilmente controllato dai normali antidolorifici, leggermente più accentuato in una mastoplastica additiva sottomuscolo o dual plane.

    Inizialmente il seno apparirà più gonfio del normale, più duro e più alto rispetto alla norma, ma nell’arco delle due settimane le protesi tenderanno a scendere e a diventare più morbide. Il risultato del seno perfettamente naturale si vedrà a circa due/tre mesi dall’intervento.

    I costi dell’intervento

    Nella mastoplastica additiva i costi sono dettati, come abbiamo potuto notare dalle descrizioni in precedenza, da vari fattori. 

    In primis dal Chirurgo, dal fatto che sia uno Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica vi darà una garanzia in più sulla qualità e risultato del lavoro e perciò tendenzialmente il suo onorario sarà più elevato rispetto agli altri Chirurghi non specialisti. Un altro importante fattore è dettato dalla struttura. Ricordo che nel prezzo della mastoplastica additiva ci sono i costi della sala operatoria, dell’equipe, del ricovero (quando necessario) e dei controlli. 

    Perciò un altro fattore importante che influenza il costo mastoplastica additiva è la ricerca di una struttura sicura attrezzata qualificata con sale operatorie idonee a questo tipo di intervento. I costi della mastoplastica sono altresì dettati dalla qualità delle protesi, protesi di alta qualità avranno prezzi più alti rispetto a protesi di bassa qualità e questo si ripercuote non solo sul risultato (che con protesi di alta qualità sarà più naturale), sulla loro sicurezza e garanzia. 

    Pertanto il prezzo della mastoplastica additiva deve essere ben ponderato ed è difficile che chirurghi di un certo spessore, e soprattutto specialisti, possano proporre ad esempio una mastoplastica additiva a soli 3000 euro perché vorrebbe dire che l’intervento verrà fatto da un chirurgo non specialista, in un ambulatorio o in una sala non accreditata, senza anestesista e con protesi di bassissima qualità, mettendo a rischio, nei casi più gravi, la vita delle persone. 

     Per queste ragioni,  rivolgendomi alle pazienti, dico sempre: non andate a cercare il prezzo ma piuttosto informatevi sul chirurgo che avete davanti, se è specialista o meno, dove opera, in quale struttura, che tipo di protesi usa. Fate questo tipo di domande e solo a quel punto capirete che per la mastoplastica additiva prezzi saranno dettati da ovvie ragioni.  


    I risultati della mastoplastica additiva

    Qui di seguito riporteremo delle foto di mastoplastica prima e dopo l’intervento. I risultati sono chiaramente soggettivi e proprio per questo bisogna capire le esigenze della paziente, le sue aspettative e ciò che vorrebbe ottenere. 

    Perciò, se ciò che la paziente vuole ottenere non coincide con la visione del chirurgo cosa si deve fare? Dal mio punto di vista ritengo che il compito principale del mio lavoro sia quello di esaudire le richieste di ogni paziente, perciò quando il buon gusto è presente, e tecnicamente è possibile eseguire la richiesta, sono il primo ad esaudire il desiderio della paziente. 

    Un problema comune si verifica quando il chirurgo non ascolta la paziente e fa come vorrebbe lui. Penso che questa sia una pratica altamente sbagliata, anche se il risultato potrà essere tecnicamente perfetto potrebbe non piacere alla paziente perché non rientra nei suoi gusti. 

    Nella mastoplastica additiva il risultato si avrà dopo qualche mese, infatti tutte le foto “prima e dopo” vengono fatte a distanza non meno di sei mesi dall’intervento. 

    Nei risultati mostrati abbiamo esempi di post operatorio per mastoplastica additiva dual plane e post operatorio per mastoplastica additiva sottoghiandolare.

    Ritengo inoltre importante segnalare che le protesi da me utilizzate per gli interventi sono di prima qualità e garantite a vita, sia nel caso di rottura spontanea sia nel caso di contrattura capsulare. Alla garanzia delle protesi aggiungo inoltre un ulteriore servizio di sostituzione gratuita delle protesi quando queste dovessero presentare gli estremi per la sostituzione.

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